sabato 30 gennaio 2010

Rapporto sull'agente Zeta

18 maggio 1945
Sezione Politica della Questura di Savona CLNP

Il 5 settembre 1944 entrò a far parte della Questura il signor S.V. il quale era in contatto con il Comitato di Liberazione Nazionale di Savona. Era rimasto disoccupato a seguito di un incidente capitatogli in città durante un rastrellamento. Il Comitato adoperava il suddetto per servizi di informazioni e iniziò quindi una buona attività. Gli fu assegnata una staffetta fissa per [tenere] il collegamento colle Brigate [partigiane] sui monti, questi la volontaria Laura, alla quale il V. mise a disposizione la bicicletta della figlia. L'attività [dell'agente Zeta] iniziò al momento dell'arrivo a Savona del SID [Servizio Informazioni Divisionale della San Marco] conosciuto sotto il nome di Louvre, servizio che avrebbe dovuto eliminare il CLN e tutti i partigiani dei dintorni cittadini. Di tutto fece il V. per infiltrarsi in quel servizio e accattivandosi l'amicizia di alcuni funzionari della Questura riusciva ad appartenere prima alla Squadra Politica ed in seguito al SID.

(Scriveva Galeazzo Ciano, nel suo diario (1940), a proposito di Benito Mussolini: “… è il più freddo giudice di uomini: non contraddice l’interlocutore, non discute e non prende mai di petto, ma consuma gli individui con una tecnica spetatata”.)

Il savonese agente Zeta comunicò immediatamente al CLN ed alle Brigate partigiane i nominativi dei componenti dello stesso SID segnalandone i loro convegni e i relativi sub-Uffici, le macchine da loro adoperate e in special modo quella del capo di servizio che si recava spesso a Finale Ligure e ad Alessandria per collegarsi con le spie di quelle località. Comunicò inoltre i nomi delle spie collaboratrici col SID tra le quali figurava il Terzi, il Trevi [Armando], il Revelli Carlo; segnalò le notizie dei rastrellamenti.
In occasione dell'arrivo a Savona del famigerato Paolo Giusti proveniente da Alassio, si mise immediatamente in contatto con lui facendoselo amico; riuscendo quindi a segnalare al Comitato tutti i nomi delle persone che il Giusti avrebbe dovuto eliminare nella località di Vado Ligure: faceva avvertire a mezzo di una staffetta straordinaria tutti i predetti nostri elementi.
Fu di grande utilità nel caso dei nostri [Nicola] Panevino, [Giuseppe] Goso, [Gustavo] Capitò, [Francesco Ubaldo] Cartia, [Pier Mario] Calabria e Franco.
(dal libro L'ECCIDIO DI CADIBONA di Antonio Martino, 2010)